venerdì, 27 novembre 2009
sabato, 21 novembre 2009
Tratto da Minjah al Muslim, la Via del Musulmano, di Abu Bakr Al jazairi. Traduzione a cura di H.R. Piccardo.
"L'Akika è la vittima offerta in sacrificio il settimo giorno dopo la nascita di un bambino. L'akika è una sunna molto raccomandata a carico di chi ha la patria potestà del bambino (se ha i mezzi economici per eseguirla).
Disse il Profeta ss :"Ogni bambino è creditore della sua akika. Essa viene immolata il settimo giorno dalla sua nascita. In quel giorno gli si impone il nome e gli si tagliano i capelli " (Abu Dawud e Nassa'i)
Scopo dell' akika è ringraziare Iddio del dono di un figlio è pregarLo, con questo sacrificio, di proteggere il neonato.
PRESCRIZIONI E NORME
La bestia da sacrificare deve avere le stesse caratteristiche di quella sacrificabile in occasione dell'aid, come età ed assenza di difetti. Dovrà essere ripartita nello stesso modo: una parte da dare in elemosina e una parte da offrire a vicini e amici. Nello stesso giorno è bene scegliere un bel nome per il neonato, tagliargli i capelli (solo i maschi vengono sottoposti a questa pratica, è sconsigliata applicarla anche alle femmine) e fare un'elemosina in oro o argento pari al loro peso (o in denaro di valore equivalente). I dotti consigliano di recitare l'adan all'orecchio destro del bambino appena nato e l'ikama all'orecchio sinistro, con la speranza di preservarlo così facendo dall'epilessia.
Disse il Profeta ss: "Appena vi è nato un bambino, recitategli la formula dell'adan all'orecchio destro, e l'ikama a quello sinistro, così facendo lo immunizzerete dal'epilessia." (Ibn Sunni)
Se il sacrificio non viene eseguito nel settimo giorno dalla nascita, lo si può assolvere anche il quattordicesimo o il ventunesimo. Se il neonato dovesse morire prima del settimo giorno, non bisogna fare nessun sacrificio."
domenica, 18 ottobre 2009
TORINO L'Islam a scuola divide la maggioranza. La proposta di introdurre un’ora di religione musulmana facoltiva e alternativa a quella cattolica porta la firma di Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo economico vicino al presidente della Camera Fini. La Lega insorge mentre dal Pd arrivano caute aperture. Ffwebmagazine, periodico online della fondazione Farefuturo presieduta da Fini, difende la proposta precisando che non è «nè una novità nè una provocazione». «Non si comprende la natura delle polemiche che l’hanno accompagnata.
Perchè se si vuole un islam moderato e integrato con la società italiana, e far emergere quel fenomeno sommerso dove prolifera la predicazione radicale, questo percorso non può che partire ed essere stimolato nel luogo dove ha inizio il percorso di ogni futuro cittadino: la scuola», prosegue l’articolo. «Eppure ogni volta che se ne parla sembra che questo sia il pretesto per intromettere nella discussione politica un elemento estraneo», si legge ancora.
Per Mario Ciampi, direttore di Farefuturo, «non porsi il problema significa lasciare la confusione che c’è e che a lungo andare insieme alla mancanza di integrazione potrebbe anche portare a problemi di ordine pubblico. Se non è questa la via per un italianizzazione dell’Islam occorre in ogni caso pensare a delle alternative credibili ed efficaci che consentano di coniugare la libertà religiosa con la piena integrazione degli immigrati di religione islamica nel nostro Paese». I finiani insomma insistono e incassano anche il sostegno di D'Alema. «L’ora di religione è un diritto anche perchè chi non la fa può optare per altre materie come educazione civica, quindi non capisco perchè a dei bambini di religione islamica si debba impedire come insegnamento alternativo quello della loro religione allargando, in pratica, un principio che già esiste a scuola» ha detto l'ex premier.
«La proposta di Urso mi sembra un’ipotesi che possa trovare spazio nel nostro Paese». Insorge invece la Lega. Di proposta «assurda» parla il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota: «Noi dobbiamo difendere la nostra identità, non cancellarla». E ancora: «Quella di avere una società multietnica a tutti i costi - dice l’esponente del Carroccio - è un’idea della sinistra. Bisognerebbe smetterla con le provocazioni». Castelli bolla come «strumentale e provocatoria» l'iniziativa di D'Urso e accusa i finiani di «seminare zizzania». Zaia ribalta l'idea di Urso e propone addirittura l'ora di «religione cattolica obbligatoria per gli islamici». Secondo il ministro «non si tratta di un processo di evengelizzazione ma di conoscenza e della nostra religione». Durissimo Federico Bricolo, presidente della Lega Nord al Senato: «Con la Lega Nord in questa maggioranza non potrà realizzarsi in nessun modo la proposta». Quanto ad Adolfo Urso, «ha voluto il posto come viceministro allo Sviluppo economico e quindi pensi a lavorare».
L’associazione degli Intellettuali Musulmani Italiani si dice «totalmente favorevole all’introduzione dell’ora facoltativa di religione islamica nelle scuole» e la proposta trova d'accordo anche il Vaticano. Il cardinale Renato Raffaele Martino, sottolinea che, assicurando i debiti «controlli», si tratterebbe, oltre che di un «diritto», di un meccanismo che permetterebbe di evitare che i giovani di religione islamica finiscano nel «radicalismo». «Se si ammettono gli immigrati, essi vengono con la loro cultura e la loro religione e devono inculturarsi nel paese dove arrivano», spiega il presidente del Pontificio consiglio Giustizia e pace. «A meno che non scelgano di convertirsi al cristianesimo - perché la libertà di religione è un principio sancito da Dichiarazione dei diritti dell’uomo - se scelgono di conservare la loro religione hanno diritto ad istruirsi nella loro religione», afferma il cardinal Martino. «È un loro diritto». Il porporato non manca di sottolineare il rischio che, in assenza di un’ora di Corano a scuola, i ragazzi di religione musulmana scelgano una scuola confessionale a rischio di influenze radicali. «Se c’è questo pericolo e se l’ora di religione musulmana è inserita in un sistema con tutti i controlli necessari - spiega - penso sia meglio che non andare a finire nel radicalismo».
Tratto da qui.
Che ne pensiamo? Se l'eventuale insegnante di religione islamica è lui stesso musulmano o affiancato da un valido esponente della nostra comunità perchè no? A chi non vuole invece una società multietnica, consigliamo di dare una ripulita agli occhiali. Basta guardarsi attorno: l'Italia, il mondo stesso, anzi, è già da tempo un melting pot di culture e religioni... Tanto vale prenderne atto, non ha senso nascondere ciò che è oramai palese agli occhi di ognuno di noi. Diversità è ricchezza, questo è innegabile.
sabato, 19 settembre 2009
Buona fine di Ramadan, che Allah subhanaHu wa ta'Ala vi ricompensi tutti e perdoni tutti i nostri peccati, con la speranza che questo sacro mese ormai trascorso ci abbia permesso di diventare persone migliori, amin.
